L'indice di fiducia economica in Albania ha registrato un notevole calo, -5,7 punti percentuali, nel primo trimestre del 2016, scendendo per la prima volta, dall'inizio del 2014, al di sotto della media storica: lo rivela il rapporto periodico della Banca centrale del paese. Attualmente l'indice si trova a 3,7 punti percentuali al di sotto della media storica, a causa di un peggioramento di tutti i suoi componenti. Il maggiore calo si è verificato nel settore edile, in controtendenza rispetto alla seconda metà del 2015. Intanto, in tutti e quattro i principali settori esaminati dalla Banca, industria, edilizia, servizi e commercio, si è verificata una contrazione dell'indice di utilizzo delle capacità produttive. Mentre il calo della fiducia dei consumatori sembra andare sulla scia del 2015, anno in qui il consumo è sceso a quote negative.

Quello del settore edile sembra essere stato un vero e proprio tonfo. Il rapporto della Banca centrale dimostra un calo di 16,7 punti percentuali, dopo un positivo andamento registrato nei due precedenti trimestri dove ha registrato invece la crescita più forte. La situazione di quest'inizio anno sembra essere dovuta alla contrazione di tutti e tre i suoi componenti: domanda, produzione ed occupazione. L'indice di fiducia si trova 15,4 punti percentuali al di sotto della sua media storica, e 9 punti percentuali al di sotto della media del periodo 2008-2015. Gli operatori del settore hanno valutato negativamente la situazione della loro attività, e sono scettici anche sull'andamento durante il secondo trimestre. Peggiorata anche la situazione finanziaria e di conseguenza anche il volume degli investimenti che sarebbero stati realizzati durante gli ultimi sei mesi.

La stessa situazione risulta essere anche nel comparto commerciale, ma in misura più contenuta. Dopo la crescita nella seconda metà del 2015, anche l'indice del commercio, è tornato a scendere, registrando un calo di 4,1 punti percentuali, continuando però a rimanere al di sopra della sua media storica a lungo termine. Tutti i suoi componenti, sia la situazione generale del settore, che quella finanziaria e dell'occupazione hanno subito una contrazione, mentre risultano pessimistiche anche le attese sul loro andamento anche nel prossimo futuro. Secondo il rapporto della Banca centrale, gli operatori del comparto commerciale, si aspettano un peggioramento della generale situazione economica del paese ed anche della domanda.

L'indice del settore dell'industria è sceso di 3 punti percentuali nel primo trimestre del 2016. Nel 2015 questo indice ha registrato molti alti e bassi, rimanendo però al di sopra della sua media storica, attestandosi all'inizio di quest'anno a 4.5 punti percentuali sulla media. L'attuale calo è stato inciso dalla contrazione della produzione, -8,1 punti percentuali, della valutazione sulla situazione finanziaria, -7,7 punti percentuali, mentre gli inventari sono cresciuti invece di 6,6 punti percentuali. Rispetto al precedente trimestre gli operatori considerano peggiorata la situazione economia del paese ed anche quella del loro proprio settore. In notevole calo considerata anche la domanda, mentre sugli investimenti ci sarebbero attese ottimistiche per i prossimi sei mesi.

I servizi, sono il settore che ha registrato il minore calo. Il suo indice di fiducia, è sceso di solo un punto percentuale, sulla scia negativa però dei due precedenti trimestri. Alla fine dello scorso dicembre, l'indice del settore è sceso, per la prima volta dall'inizio del 2014, al di sotto della sua media storica. Mentre adesso si attesta a -3,7 punti percentuali, sotto la media, a causa della contrazione della domanda, -5,3 per cento, e della negativa valutazione sulla generale situazione del settore, -1,7 per cento, ma anche quella sul generale stato di salute dell'economia del paese. Per il secondo trimestre gli operatori del comparto dei servizi si attendono un miglioramento della domanda e della loro attività imprenditoriale, anche se non prevedono di fare nuovi investimenti nei prossimi sei mesi.

Per tutti e quattro i settori, l'indice di utilizzo delle capacità produttive da parte delle imprese ha registrato un calo nel primo trimestre del 2016, scendendo al di sotto della sua media storica. L'indice nel settore dell'industria si è attestato a quota del 69 per cento, del 4,6 per cento in meno rispetto all'ultimo trimestre del 2015 e 2,9 punti percentuali al di sotto della media storica. Il fenomeno sarebbe dovuto alla contrazione dell'industria petrolifera a causa del calo dei prezzi sui mercati internazionali. La stessa situazione anche nel settore edile, il cui indice di utilizzo delle capacità produttive si è attestato a 54,7 per cento, 9,5 punti percentuali al di sotto della media storica. Secondo gli esperti del settore, il calo sarebbe dovuto all'aumento delle tasse su questo comparto, ma anche dalla ridotta domanda.

Una forte contrazione è stata registrata anche nel settore dei servizi. L'indice di utilizzo delle capacità produttive si è attestato a quota del 68 per cento, con un calo di 7,2 punti percentuali rispetto al precedente trimestre, e di 4,9 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2015. Si tratta, secondo il rapporto della Banca, della più bassa quota dell'indice dal 2007. Del 5,7 punti percentuali il calo dell'indice di utilizzo delle capacità produttive nel settore del commercio, che si attesta così a quota del 73,5 per cento, 5,2 punti percentuali al di sotto della media storica, e 2,3 punti percentuali I meno rispetto allo stesso periodo del 2015. Sia i servizi che il comparto del commercio sembrano soffrire della contrazione del consumo.

Infatti anche la fiducia dei consumatori è scesa di 2,5 punti percentuali nel primo trimestre del 2016, dopo il leggero miglioramento verificatosi alla fine dello scorso anno. Il suo indice è tornato quindi a scendere al di sotto della sua media storica. In peggioramento, secondo il rapporto della Banca, tutti i suoi componenti, sia gli grandi acquisti, - 7,6 punti percentuali, che la situazione dell'economia familiare, - 1,9 punti percentuali ed anche i loro redditi e spese, -1,8 punti percentuali. Tuttavia i consumatori ritengono che lo stato di salute dell'economia del paese sia stata leggermente migliorata. Secondo il rapporto della Banca, per i prossimi 12 mesi l'attesa sui prezzi è al ribasso, come del resto anche quella sul tasso d'inflazione.

Nel 2015, stando ai dati dell'Istituto albanese delle Statistiche, per la prima volta negli ultimi sei anni, da quando le istituzioni albanesi hanno iniziato a calcolarlo, il consumo in Albania è sceso a quote negative, attestandosi nel 2015 a -0,17 per cento. Il consumo si sarebbe attestato a quote negative nel primo e secondo trimestre del 2015, rispettivamente a -1,1 per cento e -3 per cento, per poi crescere nella secondo metà, +1,74 per cento nel terzo trimestre e +2,42 per cento nel quarto trimestre. In un'economia il cui prodotto interno lordo, deriva dal commercio e dai servizi, il consumo è un elemento molto importante per la sua crescita. I fattori principali che sembrano aver inciso nel calo del consumo sarebbero legati all'incremento della disoccupazione, il rallentamento della crescita dei salari, e la fuga in massa degli albanesi che hanno chiesto asilo all'estero, oltre alle incertezze sul futuro dell'economia del paese.