Il congresso del Partito socialista albanese del premier Edi Rama ha deciso ieri sera di indire per il prossimo 9 aprile un referendum sulla validità dell'attuale mandato del suo leader alla guida del partito. Si tratta di una decisione presa dopo le dure polemiche scatenate all'interno della principale forza di centrosinistra, al governo in Albania: le critiche di "autoritarismo" non sono mancate anche ieri nei confronti di Rama, ma anche del modo in cui sta governando il paese. Ben Blushi, deputato socialista, che non ha mai nascosto l'intenzione di sfidare il premier per la leadership del partito ha parlato di "flagranti violazioni dello statuto", considerando la decisione sul referendum "una mossa per evitare la gara all'interno del partito". Per Rama invece "dare voce a tutti i socialisti perché si esprimano direttamente" sarebbe "il migliore modo per risolvere il nodo sul mandato del capo del partito".

Rama si trova alla guida dei socialisti albanesi dal 2005, quando venne eletto dopo le dimissioni dello storico leader del centrosinistra Fatos Nano, a seguito della sconfitta elettorale dello stesso anno. L'attuale premier è stato poi riconfermato a capo del partito socialista (Ps) nel 2009, con il voto diretto di tutti i suoi membri. Una nuova elezione per la direzione del partito doveva avvenire nell'autunno del 2013, a tre mesi dalla vittoria delle politiche. Rama però ha sostenuto che "una gara all'interno del partito, appena giunti al potere, mentre abbiamo trovato il paese in una situazione drammatica, sarebbe stato ingiustificato nei confronti degli albanesi". A suo parere - come in tutti i partiti europei dove il leader viene eletto direttamente dal voto dei suoi membri - in caso di vittoria nelle elezioni politiche la sua riconferma sarebbe automatica.

Lo statuto dei socialisti prevede per il suo leader un mandato di quattro anni e non la variante della riconferma automatica. Rama ha ammesso che "lo statuto è stato violato", ma ha insistito sulla sua argomentazione, definendo il dibattito promosso da Blushi e sostenuto anche da un altro piccolo gruppo di deputati "del tutto assurdo, un'alibi, che ha uno scopo ben definito, ed ormai proclamato anche pubblicamente, quello di rovesciare questo governo", ha detto Rama facendo riferimento ad alcune dichiarazioni del suo rivale Blushi durante un talk show televisivo molto popolare nel paese. Secondo Blushi, l'esecutivo andrebbe sostituito, mentre ha definito il premier "un mediocre" alla sua guida ed un personaggio "autocratico" a capo del partito. Ieri sera il congresso ha varato anche sostanziali modifiche allo statuto del partito, che introducono tra l'altro, anche il modello della riconferma del leader del partito in caso di vittoria nelle elezioni politiche.

L'idea del referendum che chiederà ai socialisti di esprimersi sul nodo se dovrebbe svolgersi o meno una competizione aperta per la leadership del partito, è stata avanzata dallo stesso Rama. 

Questa non è democrazia, ma è la privatizzazione di un partito da parte di una sola persona che afferma di non voler essere eletto", ha replicato Blushi.

Il deputato socialista ha affermato che "non cesserà mai di parlare e di darsi da fare per cambiare il partito", mentre nelle sue dichiarazioni ai giornalisti ha respinto l'idea di un scisma o di un allontanamento per fondare una nuova formazione politica "fino a quando sarò convinto che si possa lottare anche all'interno per migliorare le cose". Al termine del congresso, in tarda serata, alla domanda su una probabile espulsione di Blushi, Rama ha risposto ai giornalisti che "la nostra e' una formazione dove i ribelli vengono apprezzati", avvertendo pero' che "in passato, questo partito ha tuttavia reagito immediatamente quando questa ribellione e' andata oltre i principi ed i nostrii valori comuni. Mi auguro che questo non sia il caso, e non vorrei mai che lo fosse", ha dichiarato Rama.

Nel suo discorso al congresso, Rama ha dedicato grande spazio "ai successi del suo governo. Siamo fieri di aver salvato l'Albania dal collasso finanziario ed energetico che minacciava il paese nell'autunno del 2013. Per oltre 30 mesi abbiamo viaggiato contro vento, in un ambiente economico e finanziario, per niente favorevole, sia interno che esterno. Ed oggi abbiamo delle ragioni di essere orgogliosi", ha detto Rama, garantendo che "le riforme di cui il paese ha bisogno saranno portate avanti" e chiedendo "l'avvio di un dialogo con gli elettori per spiegare la nostra agenda del futuro". Il congresso dei socialisti albanesi è stato salutato con un video messaggio dal premier italiano Matteo Renzi, mentre tra gli invitati del centro sinistra europea c'era Gianni Pittella, presidente dell'Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici, il secondo più grande gruppo al parlamento europeo, ed anche l'ex premier italiano Massimo d'Alema.